Gabriella Melotti casalinga, anni 60

Ho l’artrite reumatoide, lo sapevo da tempo, ma fino a quel momento avevo cercato di conviverci. Quindi, ho iniziato con una serie di sedute da Pietro. All’inizio nemmeno riuscivo a capire cosa facesse con le sue manipolazioni, vedevo che mi toccava alcuni punti e non capivo a cosa servisse. Poi, seduta dopo seduta iniziai a rendermi conto che la mia schiena stava meglio. Una volta operata in seguito al trauma, ho deciso di seguire i consigli di Pietro per la riabilitazione. Mi ha convinto il fatto che non solo mi dava la possibilità di una guarigione più rapida, ma anche più naturale con un miglior ri-equilibrio del mio corpo.

Quale fu il primo motivo che la portò a consultare il dottor Picotti?

Non ricordo bene se successe 4 o 5 anni fa, ma, sciando mi feci male a un ginocchio, e la mia amica mi disse vai da Picotti! Ci andai per il dolore e quando lui mi visitò mi fece notare che il ginocchio era il problema minore, mi disse che si trattava di un piccolo trauma e che sarei guarita. In quell’occasione però emerse che il mio problema aveva sede nella schiena. Mi fece un checkup generale e controllò la mia postura. Qua ci sono parecchi problemi, mi disse. E io già lo sospettavo, perché soffrivo spesso di mal di schiena, faticavo a muovermi, ma l’occasione del trauma al ginocchio mi diede l’opportunità di scoprire il mio vero stato di salute e soprattutto di intraprendere un percorso di ben-essere. Ho l’artrite reumatoide, lo sapevo da tempo, ma fino a quel momento avevo cercato di conviverci. Quindi, ho iniziato con una serie di sedute da Pietro. All’inizio nemmeno riuscivo a capire cosa facesse con le sue manipolazioni, vedevo che mi toccava alcuni punti e non capivo a cosa servisse. Poi, seduta dopo seduta iniziai a rendermi conto che la mia schiena stava meglio. La mia rigidità non è certamente passata, ma io non ho più problemi a dormire o a fare qualsiasi movimento.

Ha avuto altri problemi?

Eh sì, poco tempo fa, nel febbraio del 2020, a ridosso del lock-down primaverile mi sono rotta il tendine di Achille sciando. Una volta operata in seguito al trauma, ho deciso di seguire i consigli di Pietro per la riabilitazione. Mi ha convinto il fatto che non solo mi dava la possibilità di una guarigione più rapida, ma anche più naturale con un miglior ri-equilibrio del mio corpo.

Un trauma analogo era successo a mio fratello, e sapevo già che sarebbero serviti circa sei mesi o un anno per rimettersi. Io e Pietro abbiamo scelto di seguire un’altra strada, una strada già sostenuta da nuovi lavori scientifici e dalla sua esperienza clinica. Una settimana dopo l’operazione sono andata da lui che mi ha rimosso il gesso e lo ha sostituito con un tutore. Poi ho iniziato una serie di terapie e massaggi e trattamenti coi suoi macchinari per le cure fisiche tipo una speciale onda d’urto che non fa male. Andavo anche più volte la settimana ed era un problema viste le restrizioni di movimento di quel periodo. Dopo poco più di un mese avevo già ripreso a camminare quasi perfettamente con grande stupore di mio fratello che sei mesi dopo l’intervento era riuscito appena ad appoggiare il piede a terra. In quella occasione Pietro fu davvero convincente. Mi disse: se ti fidi di me, ti fai operare e poi io ti seguo per tutto il resto. Era convinto che una patologia come la mia poco andasse d’accordo con 60 giorni di gesso E allora decisi di seguirlo e già dopo 8 giorni dall’operazione iniziai a sottopormi a delle onde d’urto dei suoi macchinari che servivano a evitare l’ispessirsi delle cicatrici e salvaguardare i tessuti molli. Sì, un programma impegnativo ma non doloroso, e che sconvolse mio fratello per i risultati ottenuti.

Quanto è importante la scelta del medico per un percorso di ritorno al benessere?

Sicuramente è importantissima, ma scegliere una strada innovativa e diversa non è cosa facile. Persino il mio medico di base mi disse sei sicura di quello che stai facendo? Seguire un fisiatra che ti propone un percorso diverso e nuovo, anche se bravissimo perché la sua fama lo precede, poteva sembrare sì una scelta avventata. Ma Pietro lo conoscevo già da prima e mi sono fidata ciecamente. E se io già all’arrivo dell’estate sono riuscita ad andare a fare delle belle camminate, lo devo solo a lui. È importante trovare le persone giuste, ma è altrettanto importante fidarsi. Pietro è bravo perché ti spiega le cose. Ti aiuta anche nella scelta delle scarpe. Mi ha detto: tu non puoi metterti certe scarpe! Se una sera per essere elegante vuoi indossare una scarpa col tacco mettila, ma fallo il meno possibile.

Chiede anche una partecipazione del paziente nel percorso di guarigione?

Sì, certo, e ti segue dalla scarpa alla dieta fino al tipo di percorso da intraprendere. Ha una rete di contatti di altri professionisti di fiducia che ti consiglia all’occorrenza.

C’è un aneddoto che riguarda il dottor Picotti?

I suoi incidenti e il fatto che parla spesso per esperienza diretta. È già stato investito un paio di volte, e raccontandomi dei benefici delle onde d’urto, ad esempio, mi disse che lui a 10 giorni dall’operazione già era tornato al lavoro. E così è successo quando è stato operato al tunnel carpale. Mia cognata ci ha messo un mese a recuperare, lui dopo 10 giorni era già al lavoro. Ti consiglia cure o trattamenti che ha sperimentato su se stesso. Non è il classico medico che ti fa fare percorsi solo per mangiarti i soldi.